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Il “cervello intestinale”

DATE: 21/12/2018   BY: Vito Cannillo   IN: Fitoterapia

Siamo percorsi da un lungo tubo che inizia con la bocca e termina con l’ano: l’apparato digerente. Bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso
sono le parti principali in cui si suddivide; ghiandole salivari, fegato e pancreas sono le ghiandole deputate a trasformare gli alimenti nei processi digestivi. L’apparato digerente rappresenta l’elemento con cui ciò che è esterno al nostro corpo diventa parte di noi. Secondo l’interpretazione psicosomatica, lo stomaco è la sede dove riconosciamo-accettiamo oppure rifiutiamo-rinneghiamo il nutrimento, inteso non solo come cibo, ma anche come emozioni e sensazioni. L’intestino è simbolicamente collegato al cervello; si parla di cervello enterico, cervello viscerale. L’intestino con le sue anse ricorda in qualche modo le circonvoluzioni cerebrali. Il cervello intestinale filtra, seleziona, assorbe ed elimina quanto proviene dalla digestione non solo dei cibi,ma anche delle emozioni, positive e negative, e le memorizza insieme a quelle registrate in precedenza nell’inconscio. Il cervello raccoglie i dati, li elabora e a sua volta genera emozioni, ma è la “pancia” che le analizza, le rende corporee e a sua volta le rispedisce metabolizzate al mittente. Il cervello intestinale appare quindi la sede in cui si svolge l’elaborazione dei contenuti psichici, dove la vita fisica si fonde con quella emotiva.



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